IL REFERENDUM COSTITUZIONALE IN BREVE

Domenica 4 dicembre gli elettori italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale. I seggi resteranno aperti dalle sette alle ventitré.
E’ importante ricordare che nel referendum confermativo non è richiesto il quorum.
Si procede, perciò, al conteggio dei voti validamente espressi a prescindere dal numero di partecipanti alla consultazione.

Referendum costituzionale, su cosa si vota?

La riforma costituzionale, approvata ad aprile dal nostro Parlamento, prevede la modifica di 47 articoli della nostra Costituzione. Tuttavia, sostanzialmente, essa interviene su precisi aspetti centrali del nostro assetto costituzionale. Vediamo quali.

La fine del bicameralismo paritario e l’assegnazione di funzioni differenti alle due camere. La Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è eletta sempre a suffragio universale diretto, esprime la fiducia al governo, esercita la funzione di indirizzo politico e approva le leggi.

La previsione di un nuovo Senato degli enti territoriali. Non più formato da 315 senatori ma da 100 membri, rappresentati delle istituzioni territoriali. I senatori saranno eletti dai Consigli Regionali in conformità alle scelte dei cittadini. Vi saranno anche 21 sindaci, uno per regione, e fino a 5 senatori nominati dal Capo dello Stato per un mandato di sette anni. Scomparirà l’indennità dei senatori, così come la circoscrizione estero.

Salvo alcune materie, la funzione legislativa spetterà alla Camera dei Deputati. Vi saranno casi in cui la funzione legislativa sarà bicamerale: per le leggi di revisione costituzionale, quelle costituzionali e leggi ordinarie aventi un contenuto strettamente legato alle funzioni del nuovo Senato.

La riforma prevede nuovi strumenti di partecipazione e istituti di democrazia diretta. Nel caso di referendum abrogativo, se richiesto con almeno 800.000 firme, il quorum per la validità del è fissato alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni politiche.
Inoltre, viene introdotto per la prima volta a livello nazionale, lo strumento del referendum propositivo e d’indirizzo. La riforma costituzionale contiene, poi, delle garanzie procedurali per rendere certa la discussione dei progetti di iniziativa popolare nonché l’effettiva decisione del Parlamento su di esse. Serviranno 150.000 firme per la presentazione di un progetto di iniziativa popolare.

Si interverrà sul Titolo V della Costituzione eliminando le competenze concorrenti tra Stato e Regioni. Lo Stato diventerà, quindi, responsabile esclusivo di materie come l’ambiente, la promozione della concorrenza, le politiche attive del lavoro, il coordinamento di finanza pubblica, le politiche energetiche o le grandi infrastrutture strategiche.

Vi saranno sostanziali tagli ai costi della politica. Il mandato dei nuovi senatori sarà a titolo gratuito.
Gli stipendi dei consiglieri regionali saranno equiparati a quello del sindaco del capoluogo di regione. Saranno aboliti i rimborsi ai gruppi politici dei consigli regionali.

E’ prevista la soppressione del CNEL e delle Province come enti costitutivi della Repubblica.