Perchè sugli italiani all’estero il No fa terrorismo (da “l’Unità”)

voto_per_corrispondenza-755x515La fase del voto è garantita dalla Farnesina e dai consolati; lo spoglio elettorale si svolge in completa trasparenza, davanti a scrutinatori e a rappresentanti di entrambe le parti

Quella sul voto degli italiani all’estero si sta rivelando la polemica più forte di una campagna referendaria già molto aspra. Il voto dei poco meno di 4 milioni di connazionali in giro per il mondo potrebbe essere decisivo (si parla di una probabile incidenza dal 3 al 5%), e lo scontro rischia di trovare il suo apice nella notte elettorale. Il Comitato per il No già da diverse settimane punta il dito contro la procedura di voto e ha annunciato di essere pronto a fare ricorso nel caso quei voti risultassero determinanti per la vittoria del Sì. E oggi il leader della Lega Matteo Salviniadombra irregolarità arrivando addirittura ad accusare il governo di “comprare voti”. Accuse respinte in maniera categorica dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che assicura la “professionalità e l’assoluta imparzialità” della rete diplomatica e “diffida dal divulgare notizie false che possano essere diffamatorie”.

Ma esiste davvero un rischio di brogli nel voto degli italiani all’estero? Per capirlo vediamo insieme qual è la vera procedura e perché non c’è alcun motivo di allarmismo per eventuali manipolazioni.

È bene innanzitutto dividere il procedimento in due fasi, una legata al voto (affidato alla rete diplomatica), e l’altra al momento dello scrutinio, che avverrà domenica sera in contemporanea con quello dei seggi italiani.

Il momento del voto
Tutta la procedura avviene per corrispondenza, come succede in molti altri paesi europei. Il cittadino italiano residente all’estero riceve dal consolato più vicino un plico che contiene un foglio con le istruzioni per votare, il testo della legge, il certificato elettorale, la scheda e una busta per inviare la scheda al consolato dopo aver espresso il voto. Rispetto alle politiche, è chiaro che il referendum ha un rischio minore di brogli visto che non ci sono singoli individui da eleggere. Ed è la Farnesina che insieme ai consolati gestisce i voti. Quello che dobbiamo domandarci dunque è: perché mai un alto funzionario dello Stato dovrebbe manipolare le schede? Perché si arriva sempre a ipotizzare complotti o macchinazioni?

Ieri pomeriggio si sono concluse le operazioni di voto e tra oggi e domani 195 corrieri diplomatici con il materiale elettorale, in partenza da 195 sedi, viaggeranno verso Roma su 210 diversi voli, accompagnati da funzionari del ministero degli Esteri. Le spedizioni giungeranno all’aeroporto di Fiumicino dove verranno prese in consegna dai funzionari della Corte d’Appello di Roma, ente che si occuperà dello spoglio.

La fase dello scrutinio
Nemmeno durante questa fase esiste un rischio brogli. Lo spoglio inizierà alle 23 di domenica e verrà fatto a Castelnuovo di Porto, cittadina a Nord di Roma, lungo la Flaminia. Le sezioni da scrutinare sono circa 1.400, ma “chi dice che può esserci un’alterazione del risultato non conosce assolutamente il sistema”, spiega Eugenio Marino, Responsabile Italiani nel mondo del Partito democratico. “Certo, può esserci qualche irregolarità formale – sottolinea Marino – ma tutto viene comunque fatto in trasparenza davanti a presidenti, scrutatori e rappresentanti di entrambi gli schieramenti”. Possono quindi esserci “imperfezioni formali” nell’attribuire o no qualche scheda, aggiunge ancora il dirigente dem, ma l’eventuale errore (formale) è del tutto marginale e può avvenire per entrambe le parti che possono essere rappresentate da volontari e “rappresentanti di lista”. Inoltre gli oltre 4.000 scrutatori (circa tre per seggio) sono stati sorteggiati e non potranno quindi essere di parte.

Ricapitolando, la fase del voto è garantita dalla Farnesina e dai consolati; lo spoglio elettorale si svolge in completa trasparenza, davanti a scrutinatori e a rappresentanti di entrambe le parti. Per questo le polemiche dei vari Salvini e di tutti i fautori del complotto del voto estero risultano puramente strumentali. Esiste una rete diplomatica che garantisce la fase del voto – una serie di alti funzionari dello Stato – e chi la critica e la mette in discussione, evidentemente, non è adeguato a governare il nostro paese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...