10 motivi per dire Sì al referendum (da “l’Huffington Post”)

Giornalista

Alcuni membri del comitato del si al referendum consegnano le firme in Cassazione a Roma, 14 luglio 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

1. Un Sì per non passare altri anni da naufraghi o da analisti delle sconfitte o, se volete, nell’autocoscienza collettiva e nelle infinite discussioni tra distinguo e recriminazioni.

2. Un Sì per continuare a spingere l’Italia fuori dalla palude in cui ci hanno affogato per due o tre decenni i tanti masochisti difensori dello status quo che dagli anni Ottanta, a parole, sono alla ricerca di uno straccio di riforma costituzionale e istituzionale, ma dalla Commissione Bozzi alle successive presiedute da Iotti, De Mita e D’Alema e ai saggi del 2013, hanno certificato finora solo l’incapacità della politica di autoriformarsi.

3. Un Sì perché gli umori delle opinioni pubbliche in tutte le latitudini sono rabbiose contro chiunque governi, ma richiamano l’urgenza e la necessità di cambiamenti, e la vittoria del No è la tempesta populista perfetta, è il “tana libera tutti” che impedirà a lungo qualsiasi altra svolta in Italia e in Europa rendendo inossidabile il blocco consociativo che ha incatenato la sinistra e il Paese paralizzando ogni tentativo di riforma e di innovazione.

4. Un Sì perché questa non sarà la riforma perfetta, come dice Romano Prodi, ma è un bel salto in alto e in avanti, e non funziona la legge del “benaltrismo” applicata al referendum, non hanno alcun senso le promesse di quelli che “serviva altro e lo faremo in sei mesi”.

5. Un Sì perché la partita è chiara e non si sta giocando nella nebbia e dagli spalti gli elettori sanno che da una parte c’è la squadra che cambia e dall’altra l’etereogeneo fronte del No che unisce tutti i conservatori d’Italia.

6. Un Sì che vale anche come incoraggiamento alle anime belle della mia sinistra accecate contro l’intruso Matteo Renzi grazie al quale è tornata la politica che decide e non perde tempo, e per battere chi ha come obiettivo quello di mettere fuori gioco l’unico partito europeo e di sinistra in campo nella solita spirale distruttiva che ha visto abbattuti leader e due governi dell’Ulivo.

7. Un Sì perché questo referendum non riguarda né i sacri principi della Carta né la legge elettorale né poteri del premier né presunte derive autoritarie né sistema di controlli e garanzie costituzionali. Semplicemente riduce i tempi legislativi da delirio, il numero dei parlamentari, migliora il modello dei rapporti Stato-Regioni, elimina il Cnel.

8. Un Sì perché chi vota No salva tutto, a partire dalle poltrone.

9. Un Sì perché si capisce fin troppo bene dove vanno a parare i No di Salvini, Berlusconi e Grillo, grandi nostalgici della grande stagnazione in una Italia che ritorna nelle mani della Troika con le porte aperte ai venti xenofobi, antieuropei e ai No a tutto.

10. Un Sì perché domenica tutti aspettano al varco l’Italia.

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